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Quando il latino si fa a teatro

plautoNon sono molte le opportunità offerte agli studenti di “fare scuola praticamente”. Pertanto la locandina del Gio social house che proponeva la rappresentazione teatrale dell’Aulularia di Plauto si è rivelata immediatamente un’occasione ghiotta per gli alunni delle terze classi del Liceo delle Scienze Umane “Leonardo da Vinci”.

La compagnia teatrale Gruppo Archeologico Geloi, con la regia di Biagio Pardo, con grande vivacità e allegria, ha saputo infatti tenere incollati alle poltrone decine di studenti e, in barba a chi sostiene che le nuove generazioni siano attratte solo dai telefonini e dai “social”, oggi 21 aprile gli allievi del liceo “Da Vinci” hanno dimostrato di saper apprezzare forme di divertimento e di intrattenimento da molti ritenute obsolete o lontane anni luce dal mondo dei giovani.

Gran parte del merito si deve attribuire alla compagnia teatrale che, pur costituita da attori non professionisti (degni però dei migliori caratteri plautini), ha dimostrato grande professionalità e maestria nel saper coinvolgere i ragazzi, utilizzando al meglio la tecnica del metateatro, peculiarità avvincente del teatro plautino, e contaminazioni più moderne ad esempio con il teatro di Moliere.

Il risultato di questo incontro tra scuola e teatro è stata una mattinata “divertentissima e spassosissima”, secondo le definizioni degli alunni, all’insegna della “risata immediata e travolgente” così come avrebbe voluto Plauto, nella quale non si è disdegnato il ricorso a vari dialetti della Sicilia per rendere il tutto più colorito e divertente.

Sicuramente l’auspicio sarebbe quello di moltiplicare le occasioni per gli studenti di “fare più scuola praticamente” e di estendere l’esperienza a quanti più ambiti possibili. Del resto la cosa non è irrealizzabile come ha affermato, a conclusione della rappresentazione, la docente di latino che ha proposto l’attività agli alunni delle sue classi: “….è stato solo un modo molto semplice di far vedere rappresentato sulla scena e di far toccare con mano ciò che i ragazzi avevano studiato solo sui libri”.

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